Costanza d'Altavilla

Miniatura: Beatrice di Rethel con la piccola Costanza davanti alla tomba di Ruggero II

Il personaggio femminile che domina il XII secolo europeo è sicuramente Costanza d'Altavilla, imperatrice suo malgrado eppure attenta politica capace di favorire la fortuna della sua discendenza.
Costanza nacque nel 1154 a Palermo, era la figlia del Re di Sicilia Ruggero II e di Beatrice di Rethel ma non conobbe mai il padre infatti nacque pochi mesi dopo la sua morte avvenuta per cause naturali all'età di quasi sessanta anni a Palermo. Ruggero II d'Altavilla era stato capace di creare un forte regno Normanno unificando sotto di lui tutti i territori dell'Italia meridionale e la Sicilia ma quando nell'arco di pochi anni gli premorirono tre dei suoi quattro figli maschi decise di risposarsi per poter avere altri eredi; nel 1154 Beatrice di Rethel era in attesa di un figlio che Ruggero non vide mai perchè morì.

Costanza de Hauteville

Era il 2 novembre del 1154 e la regina ormai vedova diede alla luce una bambina a cui fu imposto il nome di Costanza. Il trono era comunque passato al quarto figlio di Ruggero che fu Re di Sicilia e Duca di Puglia fino al 1166. La bambina venne affidata alle cure della madre con cui visse alla corte di Palermo almeno fino alla morte del fratello divenuto Guglielmo I re di Sicilia che preferì la corte di Palermo a qualsiasi altro sito nei suoi possedimenti.
Quando morì gli successe il figlio Guglielmo II che nonostante il matrimonio con Giovanna Platageneto, la sorella di Riccardo Cuor di Leone, non riuscì ad avere figli e quindi cercò di salvare il regno normanno attraverso il matrimonio della zia Costanza che non si era ancora sposata nonostante i suoi 30 anni.

Miniatura dal Codice Chigi – Le nozze di Enrico VI e Costanza d'Altavilla

Guglielmo II voleva sentirsi tra i grandi d'Europa e così avviò la trattativa con Federico I, il Barbarossa, imperatore i Germania che si dimostrò favorevole all'unione in quanto Costanza in assenza di discendenza diretta di Guglielmo sarebbe stata l'erede del Regno di Sicilia.
La tradizione racconta che Costanza non era ancora sposata perchè aveva scelto la vita monastica e che quindi il nipote la costrinse a rinunciare ai voti, tuttavia di questo fatto non ci sono testimonianze mentre i cronisti contemporanei raccontarono una versione della vicenda secondo l'interpretazione che fu fatta circolare dai sostenitori del papa. Nella sua “Cronica” del 1197 Giovanni Villani racconta che:

...morto Ruggieri il padre e adempiuta la signoria del regno da Guielmo per alcuna profezia fu divulgato, che Costanza sua sirocchia sarebbe distruzione e ruina del reame di Cicilia

Quando Guglielmo venne a conoscenza della profezia chiese il parere dei suoi consiglieri e la maggior parte di loro disse che la facesse morire, l'unico che si oppose fu Tancredi Duca di Taranto, nipote del Guiscardo e cugino di Costanza, il quale osservò che non si poteva uccidere una donna innocente. Costanza quindi fu allevata in convento e destinata a farsi monaca non volontariamente, ma per temenza di morte. Il Villani racconta poi che divenuto Re di Sicilia Tancredi entrò in contrasto con l'arcivescovo di Palermo che suggerì al Papa di chiamare a governare la Sicilia l'imperatore di Germania Federico I facendo acquisire il diritto attraverso il matrimonio tra l'ultima discendente di Ruggero II ed il figlio Enrico o Arrigo. La cronologia storica svela la bugia perchè Guglielmo II governò il Regno di Sicilia sino alla morte nel 1189 quando il matrimonio di Costanza era già avvenuto ed è stato quindi lui che pensò di salvare e legittimare la dinastia normanna degli Hauteville unendola a quella degli Hohenstaufen seduta sul trono di Germania ma soprattutto portatrice della corona imperiale.
Ancora un'altra leggenda popolare, riportata da un cronista, racconta che la principessa normanna era brutta e zoppa e che fu rinchiusa nel monastero di Santa Maria a Palermo per non far conoscere la sua deformità; in realtà Costanza era una donna bella e colta, cresciuta alla corte di Palermo che già proteggeva artisti e letterati di origine diversa e si avviava ad essere un vivace centro culturale, lo stesso dove poi si sarebbe formato il figlio Federico destinato ad essere ricordato come lo stupor mundi.

Costanza d'Altavilla regina di Germania nel 1191 con il marito Enrico VI

Le nozze furono annunciate nel 1184 ad Augusta, Costanza aveva trenta anni ed Enrico, figlio del Barbarossa, quasi venti. Alla fine dell'estate dello stesso anno la principessa normanna partì da Palermo per andare a sposarsi. Guglielmo II accompagnò personalmente Costanza nel suo viaggio verso Milano, scelta come luogo delle nozze, fino Salerno; la sua grande scorta di cavalieri e dame gli fu a fianco nel tratto seguente fino a Rieti dove avrebbe dovuto incontrare il futuro sposo. Nella città sabina trovò solo una delegazione di Enrico che era stato trattenuto in Germania dove la madre Beatrice di Borgogna era morta. La presenza di Enrico era necessaria in quanto la madre aveva lasciato in eredità l'antico regno di Arles e quindi la Borgogna. La risoluzione dei problemi di successione in Germania si stava protraendo nel tempo mettendo a rischio il matrimonio con Costanza che avrebbe portato agli Svevi il controllo su tutta l'Italia ed allora si ricorse ad un matrimonio per rappresentanza che avvenne a Rieti nel 1185. Con la buona stagione Costanza riprese il suo viaggio accompagnata da una corteo di cavalieri e di dame passando per Foligno, Piacenza e Pavia; a Milano arrivò sul finire dell'estate.

Federico I Barbarossa

In quel tempo anche Enrico si mise in viaggio verso Milano insieme al padre; quella fu anche l'ultima volta che Barbarossa scese in Italia riuscendo con un matrimonio a conquistare molta parte della penisola, cosa che non gli era riuscita con le armi.
Il matrimonio con le sue conseguenza di accentramento di domini sotto la casa di Svevia era destinato a cambiare gli equilibri tra papato ed impero e per questo l'arcivescovo di Milano lo osteggiò da subito. Quando i promessi sposi arrivarono a Milano l'arcivescovo Umberto Crivelli era lontano, a Verona dal Papa Lucio III che, dopo essersi rifugiato lì per sfuggire alla feroce opposizione incontrata presso la nobiltà romana, vi morì nel novembre del 1185; nella stessa Verona fu scelto come nuovo papa proprio l'arcivescovo di Milano che divenne Urbano III. Come era stato contrario alle nozze di Costanza ed Enrico da Arcivescovo, lo fu a maggior ragione da Papa e rifiutò di celebrarle. Federico I allora trovò la soluzione, si rivolse a Gotofredo patriarca di Aquileia che il gennaio del 1186 unì in matrimonio Costanza ed Enrico nella Basilica di Sant'Ambrogio; nella stessa cerimonia Costanza venne anche eletta regina consorte del Re di Germania, titolo che Enrico aveva già in quanto il padre lo aveva associato al regno nel 1169.
Dopo il matrimonio Costanza ed Enrico rimasero a Milano; Federico Barbarossa lasciò la guida del Regno d'Italia al figlio per tornare in Germania dove aveva lasciato affari urgenti e dove per arrivare a comporre i dissidi con il Papa si fece promotore della Terza Crociata. Dopo lunghi preparativi, nel 1189 Barbarossa partì per la Terza Crociata lasciando la reggenza in Germania al figlio Enrico.
Intanto in Sicilia nel 1188 il re Guglielmo II d'Altavilla prima di morire per evitare lotte per la successione, aveva riunito i suoi vassalli a Troia e chiesto loro di giurare fedeltà a Costanza ed a suo marito Enrico VI di Svevia. Guglielmo morì nel novembre del 1189 ed insieme alla notizia della sua morte Costanza apprese la notizia che i baroni non tenendo fede al giuramento fatto a Guglielmo avevano eletto Re di Sicilia, e Duca di Puglia, Tancredi, il figlio dello zio e già conte di Lecce.
Federico scelse di raggiungere la Terrasanta via terra, percorso che si rivelò difficile sia per l'ostilità incontrata in alcuni stati che dovette attraversare, sia per le caratteristiche del territorio e fu proprio per attraversare un fiume che l'imperatore di Germania perse la vita; il 10 giugno 1190 Barbarossa annegò tentando di attraversare il fiume Göksu.
Arrivata la notizia in Germania, il Duca di Baviera Enrico il Leone tentò di riprendersi i territori che Barbarossa gli aveva tolto e così Enrico Vi dovette preoccuparsi dei pacificare la Germania prima di scendere in Italia a rivendicare il trono di Costanza.
Solo l'anno seguente, nel 1191 Enrico e Costanza poterono recarsi a Roma dove Celestino III incoronò Enrico VI, già re di Germania, d'Italia e di Borgogna, imperatore e Costanza Imperatrice.